
Giuseppina Pedone |
Salvatore Bugliaro
“Giuseppina Pedone ci fa gustare fiumare sassose, verdeggianti pianure ed imponeti costoni rocciosi. Ella vive un rapporto antico con l’acqua, di mare, lago, fiume e ruscello, ricordandoci il taletiano principio secondo cui essa è natura nel senso più completo del termine. Elemento caratterizzante la tecnica pittorica è la sabbiatura. Ogni tela riporta, particolarmente sulle superfici rocciose, del material arenoso che rende più viva, autentica e corposa la rappresentazione… I colori utilizzati sono soprattutto i bruni e i verdi che insieme rendono più leggibile gli ambienti raffiguranti”
Francesco Sommario
“…si può ammirare nelle tele dell’artista la freschezza di un’anima in meditazione dove i contrasti interiori – flutti di acqua su macigni di roccia primordiale – sono appianati da giochi di luce e paesaggi bucolici. L’artista caratterizza i suoi quadri con la tecnica della sabbiatura con la quale riesce a cogliere una simbiosi fra sentimenti graffianti e colori che attenuano…”
Francesco Fusca
“Giuseppina Pedone ci offre la sua tavolozza piena zeppa soprattutto d’azzurro, di verde e di giallo, e ogni sua tela strabocca di toni e di umori vivaci...A volte accade che guardando i suoi quadri, ci si sente avvolti di un’atmosfera di arcano: un pò come nei sogni che si fanno all’alba, quando non sai se la vita è un sogno o se il sogno è la vita”
Settimio Ferrari
“Cielo e mare, molto spesso nella pittura di Giuseppina Pedone, non mostrano soluzioni di continuità. Si integrano, si fondono entrando in simbiosi naturale ed armonica, con quell’azzurro così profondo che fornisce senz’altro una delle chiavi interpretative della ricerca formale e sostanziale dell’artista”
Emilio Panio
“Tra le pietre di ieri e i segni di oggi. Senza altro rumore che il battito del cuore. Così ci ha rapito l’arte di Giuseppina Pedone. Non è forse pure questo uno dei doveri di un’artista, parlare a tutti? Si… Ed ecco i “verbi” della Pedone. Paesaggi dall’infinito senza tempo. E cieli azzurrissimi che hanno già battuto il temporale. Calce che tieni unita la quotidianità più semplice e più pura. E poi spigoli d’anima, leggero soffio della notte che scoppia nel bagliore di un sole che sconfigge l’incubo e culla lo sguardo”
Lia Ciatto
“Davanti ad ogni opera di questa valida esponente dell’arte contemporanea ci si può fermare a pensare, a riflettere, a sognare perché questi tre momenti sono ben rappresentati e ciò è, a mio avviso, molto importante soprattutto in un momento così difficile per la vita di quest’uomo del 2000 sempre più proteso verso un materialismo incombente”
Giuseppina Pedone nasce ad Afragola (NA) e successivamente si trasferisce a Corigliano Calabro (CS).
Intanto la sensibilità dell’artista cresce e la passione per l’arte l’accompagna tanto che decide di portare i suoi stati d’animo sulla tela.
Nel 1984 fa i primi passi nel mondo dell’arte. Nascono numerose opere che, per la timidezza non vengono mostrate al pubblico per lungo tempo.
Vive un periodo di conflittualità con se stessa, ma aiutata amorevolmente dal consorte supera dubbi e perplessità.
E’ citata dalla stampa specializzata e non, con testimonianze di Bugliaro, Fusca, Ferrari, Sommario, Ciatto, Panio, ed altri noti critici d’arte.
Le sue opere figurano in Pinacoteche di Enti pubblici e privati in varie città nazionali ed internazionali. E’, inoltre, presente nei più prestigiosi annuari e cataloghi d’arte moderna e contemporanea.
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